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Metaverso: un futuro tutto da esplorare!

Metaverso e Nostroverso

E’ un concetto venuto fuori da relativamente poco, da quando Mark Zuckerberg ha confermato che Facebook crede nel Metaverso, al punto che il gigante dei Social network vuole realizzarlo e per farlo intende investire tanti soldi. Ma cos’è il ‘Metaverso’?

Sul sito web Smartworld.it si legge che per Meta si indicano zone di realtà analoghe a quelle al quale il prefisso ‘meta’ viene apposto, e Verso per indicare appunto una realtà. Possiamo quindi dire che il Metaverso sarà un’evoluzione di Internet, una sua versione avanzata. Grazie all’integrazione di applicazioni e oggetti in realtà aumentata e virtuale sarà possibile l’integrazione dell’uomo stesso all’interno di esso.
Quando l’uomo entrerà nel Metaverso, lo farà tramite la generazione di Avatar personali che gli permetteranno di muoversi abilmente in tutto il cyberspazio, comodamente seduto da casa.

Il rischio potrebbe essere quello di contagiare fra Metaversi vari, tra loro in spillover continuo [lo spillover, tecnicamente, è un processo naturale per cui un patogeno degli animali evolve e diventa in grado di infettare, riprodursi e trasmettersi all’interno della specie umana].

In un futuro prossimo venturo, neppure lontano, sperimenteremo esperienze digitali in tempo reale, in assenza di corpo fisico, attraversando portali spazio-temporali disponibili in forma di finestre-icone sui nostri smartphone. E se una volta dentro vorremmo non uscire più? Diventeremo come gli uomini del futuro del film Wall-E della Disney Pixar?

L’interesse per le grandi menti futuristiche del nostro tempo circa il Metaverso si sta evolvendo velocemente. Basti pensare alle promesse di viaggi nello spazio (Bezos, Branson), su Marte (Elon Musk), di controllare il nostro cervello (il Neuralink di Musk), di diventare immortali (Thiel, Page, Brin). Come se fosse possibile! Come se possa essere per tutti e non solo per quell’1% dei sempre più ricchi che sembrano già comportarsi da immortali. Nei loro palazzi dorati a godersi lo spettacolo di “Altri” chiusi dentro il Metaverso a chiacchierare e raccontarsi storie.

Facciamo una PREMESSA

Distinguiamo il Metaverso dal Metaverse di Zuckerberg. La sua idea di creare un Metaverso globale, in forma di APP, capace di contenere le esperienze di miliardi di persone è francamente un po’ distopica e inquietante! Impiegherà anni per arrivare, ma meglio rifletterci sopra ora!

Il concetto di Metaverso risale agli anni 70. E’ un termine coniato nel 1992 nel libro Snow Crash da Neal Stephenson, un autore di fantascienza gravitante nell’area cyberpunk con scrittori come William Gibson, Bruce Sterling e altri. Il significato di ambiente virtuale nel quale poter realizzare la fusione tra esistenza reale ed esistenza digitale diventa fecondo per la realizzazione Metaversi attivi in ambito ludico e non solo, sono numerosi.

Basti pensare Second Life o Sansar, Roblox, NesVR, Cryptovoxwls, Decentraland, Somnium Space e altri. Da qui gli investitori ci hanno visto profitto e il passaggio a qualcosa di più reale, è stato ancora più rapido. Ma tutto questo implica comunque domande filosofiche, umanistiche e orientate al futuro della nostra specie umana sulla Terra. Un’umanità che non ha bisogno di narrazioni ma di tornare a produrre pensieri.

In effetti il Metaverso non è un prodotto, non è neppure propriamente una Realtà Virtuale, è solo un modo (da aggiungere a quelli già esistenti), per farne esperienza.

Sarà un’altra APP disponibile attraverso Internet, così come lo è oggi Facebook (che non è Internet). Sarà un mondo generato dagli utenti, anche se mi sento di specificare che non è un videogame perché il videogame ha finalità specifiche, non è integrato con altri e ha una durata temporanea. Non è neanche una piattaforma di sviluppo come Unreal o Unity.
Qualcuno dice che è ciò che sostituirà il mobile computing. Avrà bisogno di grandi innovazioni tecnologiche, di adeguate normative e regolamentazioni: i rischi sono tanti.

Sarà contenuto in Internet e probabilmente lo trasformerà. Il cambiamento sarà determinato dalle interazioni rese possibili dalle nuove tecnologie poiché in effetti il mobile ha già cambiato tutto: dove, quando, perché accediamo alla Rete, i prodotti e i servizi che compriamo, le aziende che cerchiamo, ma soprattutto la nostra mente, la cultura, il linguaggio, le modalità di socializzare e relazionarsi, i modelli di business e anche la politica. Il Metaverso avrà effetti simili. Ci ritroveremo sempre su Internet ma con entità corporee (non-corpo) virtuali, tridimensionali, in compagnia di un numero potenzialmente illimitato di altre persone, ognuna presente insieme ai dati che le rappresenteranno (identità, oggetti, comunicazioni, transazioni, ecc.). Avete presente “Ready Player One”, film di fantascienza distopico del 2018 diretto da Steven Spielberg? Ecco…

Attenzione però! Sarà una realtà virtuale che non è la stessa cosa di quella attuale, ma in termini di esperienza è come se lo fosse. Capace di regalare esperienze digitali immersive e reali. Un grande passo di progresso nella storia dell’umanità che avrà le sue virtù.

Tuttavia se non sappiamo in che mondo siamo e non possiamo coglierne le differenze alla fine ciò che conta è l’esperienza che ne facciamo; se sperimentiamo un momento di verità quella è la verità. Il Metaverso sarà una specie di matrioska, che ci permetterà di passare da un livello a un altro, come in Inception.

Può creare l’immortalità… digitale! Alla base c’è la libertà, la co-creazione, il governo condiviso e la condivisione. Riflette valori condivisi come uguaglianza, giustizia e libertà (in catene nel mondo reale ma liberi nel Metaverso!). Il Metaverso non avrà tanto problemi tecnologici quanto problemi filosofici, perché ci porterà ad interrogarci sulle proprie origini, sulla propria coscienza e su ciò che esiste veramente e le risposte potrebbero suggerire l’assenza di differenze tra mondo reale e mondo virtuale.

In sintesi il Metaverso realizza aspettative umane come la libertà, un mondo di pari opportunità e immaginazione. In pratica un paradiso in Terra! Chi vorrebbe evitarlo?
Per ora il Metaverso è solo un’idea, ma ci costringe a guardarlo anche se è solo in fase embrionale. Cambierebbe tutto: ancora una volta e forse per sempre! Ci sono controversie etiche, morali e filosofiche che ci fanno mettere in guardia dalle implicazioni che ne seguirebbero. Eppure quant’è affascinante tutto ciò?

Davvero volete vivere nel METAVERSO?

Facebook promette un futuro fatto di realtà virtuali senza impedimenti del mondo fisico. Ma è quello che vogliamo? Ricordiamoci che queste realtà sono create da un’azienda che pone il profitto sopra tutto. Sicuri di volersi trasferire in un mondo virtuale che è come quello reale, ma non completamente? La realtà virtuale può regalare l’esperienza di fare cose, noi vogliamo concretamente “fare cose”.

Un conto è avere esperienza dell’amore, diverso è amare. A noi interessa vivere intensamente e completamente ogni cosa. Il Metaverso non ci permetterà di farlo e discernere con il nostro raziocinio, sarà l’unico strumento che avremo per non perderci completamente. Ci serve coraggio, attrezzandoci in modo pratico e riflessivo per comprendere le implicazioni dei processi di automazione, digitalizzazione, virtualizzazione e computerizzazione delle nostre vite. Il coraggio che ci serve è a guardare in faccia la realtà della nostra epoca e ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte per determinare una potenziale regressione verso un mondo diviso tra consumatori/consumati e gli altri che le mantengono tali.
Il coraggio serve a comportarsi da cittadini e meno da utenti, consumatori, semplici merci! Un primo passo verso la realizzazione di qualcosa che non sia così terribile, è sicuramente fare tutto ai nostri tempi, per permetterci di valutare e interrogarci con consapevolezza.

Il modo in cui lavoriamo, impariamo, comunichiamo e socializziamo sta cambiando. Non possiamo essere sicuri di cosa ci riserverà il futuro, ma possiamo prepararci comprendendo come cambieranno le nostre vite nei prossimi decenni.
Ci saranno molte nuove opportunità di lavoro e di sviluppo sociale. Ecco perché dovremmo prepararci e capire come influenzerà le nostre vite e carriere.
Con il contributo di App-proposito di App ^_^

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